IL PANE SOCIALE ECO-CONDIVISO

IL PANE SOCIALE ECO-CONDIVISO
Da quando mi sono adoperato alla scelta di cambiare il mio abitare, ho cominciato a interessarmi alle varie realtà, eco-villaggi e simili, disseminate per tutto il territorio italiano, e conosciuto e parlato con persone interessate ad avviare simili progetti personali.
Felice di tutto questo muoversi, ho deciso di condividere la mia esperienza, seppur giovane, convinto che non sia strettamente necessario distruggere totalmente la propria vita per crearne una nuova e rurale.
Credo sia sufficiente fare un passetto alla volta per misurarsi e creare gli strumenti necessari alla propria trasformazione, sia in gruppo sia da soli, proprio come sto facendo.
Avere le idee chiare sulla direzione da prendere è indubbiamente il primo passo per impostare un progetto: ho cominciato pensando che anche se fossi stato da solo avrei potuto coinvolgere altre persone. Nel frattempo ho potuto godermi solitudine, analisi interiore e relativa conoscenza di me, perlustrando i dintorni, e iniziando la sperimentazione delle mie capacità.
Scoprire con gran sorpresa che dove abito (vedi articolo: https://lacasanelboscoparadisare.wordpress.com/2014/12/20/fuga-dalla-citta-economizzare-e-cambiare-la-qualita-della-propria-vita/ ) esistono molte situazioni appassionanti per passare il proprio tempo libero in modo alternativo e senza spendere un euro.
Seppur da solo, questa condizione mi ha permesso di non annoiarmi mai anzi, ho coinvolto chi mi è venuto a trovare facendo insieme qualche lavoretto o passeggiate per le centenarie mulattiere, ormai battute solamente da caprioli e cinghiali, che si possono incontrare insieme ad altre piccole creature del bosco, dalle salamandre alle nutrie, dai gufi reali alle poiane e ai simpatici scoiattoli.
Potrebbe sembrare che io sia un esaltato che ha scoperto l’acqua calda, invece ho semplicemente dato valore a cose alle quali la maggior parte delle persone non da più, ma che, a quanto pare, nel sogno collettivo del pianeta stanno tornando esponenzialmente. Un fenomeno che sembrerebbe avere anche un nome: NEO-RURALISMO.
Per chi è inserito mentalmente nel pensiero, urbano potrebbe sembrare un’ attività tutt’altro che soddisfacente e persino faticosa. Non nascondo che possa portare fatica, ma è ovviamente tutto relativo, in quanto questo tipo di fatica non è più frutto di “LABOR SCHIAVIZZANTE”, piuttosto invece possiamo chiamarlo “PATHOS RIGENERANTE”: la soddisfazione di svegliarsi un mattino e ritrovare una piccola linguetta verde originata da un seme piantato che esce dalla terra, è sempre motivo di entusiasmo.
Come anche accorgersi dei primi frutti delle piante seminate. Inoltre, coltivare il proprio cibo infonde davvero la sensazione di stampare il proprio denaro.
Sapere di mangiare e condividere con chi ti viene a trovare del cibo realmente genuino, fresco, privo di maltrattamenti industriali e raccolto al momento, è davvero appagante. Avere un “supermercato bio” sotto casa, o meglio in casa, e non dover pensare più di dover fare per forza la spesa perchè se no non si mangia, è per me un lusso.
Per rendere questa passione più condivisibile, ho intenzione di creare una serie di appuntamenti, magari una volta al mese, e coinvolgere amici e amanti del pane e della pizza in un gioviale pomeriggio di svago ed attività, dove poter accendere il forno antico in mattoni refrattari che altrimenti non userei. Si tratta di un enorme forno del 1800 appartenuto al fornaio del paese che riforniva le varie borgatine della collina ormai praticamente abbandonate. Per utilizzarlo è necessaria molta legna che evidentemente sarebbe sprecata da impiegare per una sola persona.
Infatti, per il mio personale fabbisogno, utilizzo un altro piccolo forno a legna che l’inquilino prima di me ha ricavato sezionando quello più grande.
Si potranno realizzare pane e pizza rigorosamente con farine integrali e non raffinate, senza vincoli di ricetta, proprio come piace a me o comunque ognuno come preferisce e si potrà portare a casa il pane cotto a legna in quantità, visto che il pane fatto cosi dura anche quindici giorni restando buono ed una volta secco è possibile usarlo per farci la famosa ribollita alla toscana o dei crostini per la minestra.
Raccogliere la legna per il forno, fare la pasta per il pane e cuocerlo nel forno in mattoni refrattari può davvero essere un’attività rigenerante e soddisfacente, che riporta indietro nel tempo, sopratutto se fatto all’aria aperta ed in modo semplice.
Propongo un incontro a casa mia una o due volte al mese, come occasione per stare insieme, all’aria aperta, in pace, scambiando idee raccontandosi ed infine portandosi a casa il pane cotto ancora caldo.

IMPASTO

Infatti per il mio personale fabbisogno utilizzo un altro piccolo forno a legna che l’inquilino prima di me ha ricavato sezionando quello più grande.

Pane e pizza rigorosamente con farine integrali e non raffinate senza vincoli di ricetta proprio come piace a me o comunque ognuno come preferisce e poter portare a casa il pane cotto a legna in quantità visto che il pane fatto cosi dura anche quindici giorni restando buono ed una volta secco usarlo per farci la famosa cosiddetta ribollita alla toscana o crostini per la minestra.

Raccogliere la legna per il forno fare la pasta per il pane e cuocerlo nel forno in mattoni refrattari può davvero essere una attività rigenerante e soddisfacente che riporta indietro nel tempo sopratutto se fatto all’aria aperta ed in modo semplice.

Propongo un incontro a casa mia una o due volte al mese, come occasione per stare insieme, all’aria aperta in pace e scambiando idee raccontandosi ed infine portarsi a casa il pane cotto ancora caldo.

Mettiamoci d’accordo su face book e contattatemi al mio profilo: https://www.facebook.com/alessandrosciamano.decarne.

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