MAGICHE CREATURE CHE VIVONO NEL BOSCO

Quando ho scelto casa nel bosco dove vivo, immaginavo che avrei potuto osservare e interagire con la fauna residente, ma non potevo immaginare che avrei cominciato ad instaurare una sorta di “rapporto”.

Cosa che pian piano sta cominciando ad accadere, essendo effettivamente immerso e circondato da alberi e natura fitta, antica, e incontaminata al punto che posso permettermi di usufruire per tutte le mie necessità, dell’acqua sorgiva e non avere attacchi all’acquedotto, cosa abbastanza rara, che inoltre è acqua davvero molto buona.

Ma torniamo alla fauna… potrei scrivere molti piccoli episodi, i più sognatori probabilmente continuerebbero a leggere mentre invece molti altri non arriverebbero a conclusione dell’articolo, perciò mi occuperò di raccontare i più significativi. Non che fuori dal bosco non si facciano incontri significativi con gli altri abitanti non umani della terra, ma in un ambiente meno frequentato da uomini abituati a disfare quello che, con secoli e millenni natura ha fatto, tutto è molto più fluente e rilassato, quindi l’intensità con la quale si può percepire durante questi incontri è totalmente differente.

I nostri antenati passavano molto tempo a contatto ed in rapporto con i loro fratelli della fauna al punto da trarne e costruirne mitologia e leggende in ogni tradizione e popolazione. Questo contatto gli permetteva inoltre di essere in connessione con parti interiori che, inevitabilmente vengono a mancare nel momento in cui ti allontani dallo specchio della natura. La capacità di comunicare con l’interno e l’esterno di se, in un ambiente integro e testimone del lungo tempo impegnato dagli elementi per creare la loro opera aumenta notevolmente. E più si passa il proprio tempo in natura, più queste capacità aumentano, credo di cominciare ad intuire cosa spingesse i più determinati ricercatori dei misteri interiori ad estraniarsi dai contesti sociali umani in favore di una indagine profonda dentro se stessi in ambienti incontaminati. Da Cristo a Siddharta a San Francesco i testi canonici parlano di periodi di isolamento che gli permisero di giungere al fulcro della fonte.

Ora ovviamente non intendo eremitizzarmi… ma condividere quanto accade nel momento in cui vivi giorno per giorno un contatto attento ed osservatore di ciò che ti circonda quando puoi permetterti e impegnarti allo scopo di conquistarti un pezzo dell’idilliaco sogno della casetta nel bosco. Non solo “idillicità e sogni” ma anche “fatica e delusioni” diciamo che sono complementari….

E approposito di complementari, i primi episodi di incontri intensi sono stati sopratutto con i regnanti degli elementi opposti per eccellenza serpi e volatili, per poi approfondire gli abitanti di mezzo.

Un sabato mattina torno a casa e vivo una sorpresa mista a spavento, sul ballatoio trovo un rettile molto lungo che inizialmente temevo, infatti per tre giorni evitai il ballatoio, che ha una controsoffittatura, rendendolo una tana perfetta. Cosi sono sceso al piano terra a guardare e sentire i movimenti di quella che era una innocua biscia d’acqua. Quando la curiosa cacciò fuori la testa, guardandomi; partì una serie di pensieri quasi come immaginandomi un dialogo con questa bestiola, ci guardavamo e ci dicevamo: “ok, io non ho paura, sto qui, e ti osservo.” l’assurdità stava probabilmente nel credere tutti e due che l’uno avrebbe fatto del male all’altro, ovviamente questo non accadde. Non accadde perchè era un innocua biscia d’acqua! probabilmente mi sarei impegnato se fosse stata una vera minaccia, però accade anche che, per partito preso nei confronti dei serpenti si finisca per ucciderli se non hai un minimo di conoscenza. Eppure questo episodio è stato rivelatorio nei confronti delle paure viscerali… mentre ci osservavamo accadeva qualcosa, un qualche tipo di mistero indecifrabile, legato all’esistenza veniva trasmesso in questo scambio di sguardi… Non a caso dunque il serpente abita nelle viscere della terra e le sensazioni che si possono provare incontrandolo nella propria casa vadano immediatamente a contattare le paure più profonde.

Sempre poco dopo al mio arrivo invece accadde un altro episodio molto curioso… sopra casa, nel cielo, ci sono spesso tre poiane o falchetti… ancora non ho imparato a riconoscerli…

Mentre osservavo dal terrazzino, due di queste poiane fecero un veloce passaggio nel mio orto ad altezza uomo. Cosa abbastanza insolita, cosi andai a guardare cosa era successo… bhe con grande sorpresa ritrovai per terra un merlo artigliato sul collo. Lasciato li… forse nella caccia lo hanno perso… chi può dirlo? A me piace pensare che sia stato un omaggio per la mia permanenza. Peccato che io non sia solito mangiare i merli, quindi ringraziai e rimasi colpito dall’evento, non dandogli molta importanza, successivamente andai ricercare i significati tradizionali degli animali totem, (Merlo vedi: https://shailapersonalspace.wordpress.com/2014/05/25/messaggero-il-merlo/ ) (Falco https://animalitotem.wordpress.com/2008/02/25/il-simbolismo-del-falco/ )

In questo caso interpretandolo come farebbe un lettore di messaggi ci vedrei un gesto di omaggio da parte dei signori indiscussi predatori dei cieli, coloro che abitano i piani più alti, il merlo donato potrebbe essere un segno di accoglienza nel mondo dell’invisibile che popola i boschi, il merlo portatore di conoscenze magiche lasciato nel proprio terreno da due falchi durante una battuta di caccia sarebbe un dono preziosissimo. Come se gli “spiriti” del luogo volessero comunicare che la mia presenza sia molto gradita, utilizzando messaggeri concreti con le proprie caratteristiche archetipiche per decifrare l’entità del messaggio. Un simbolo di riconoscenza all’essenza che risiede nella vita di un fratello che si sta riunendo al ciclo dell’esistenza in natura.

Dopo questo episodio, questi due falchi compaiono quando meno me lo aspetto, durante una camminata nel bosco sulle antiche mulattiere, spiccano il volo da qualche albero distante pochi metri, si avvicinano la mattina mentre fumo una sigaretta dopo il caffè contemplando le colline e si posano a pochi metri sulle punte dei pini osservandomi, oppure mi accompagnano per qualche centinaia di metri mentre in macchina vado a lavoro scendendo dalla collina a poca altezza dalla macchina.

Tutti episodi che sembrino mostrare una qualche curiosità nei miei confronti e un qualche tipo di interazione.

Un altro incontro inaspettato e decisamente raro è stato quello con un gufo reale, al ritorno di uno dei miei giri, arrivo ad una vecchia casa in pietra dell’ottocento ormai pericolante, di quelle sparse per tutta la collina, disturbato dal mio passaggio lo vedo ad altezza uomo, partire in volo da dentro la casa, enorme! maestoso! impressionante!

Ed ecco che poco dopo trovo una sua piuma! Lui invece è molto più schivo, difficile da incontrare, anche perchè un gufo in volo non emette alcun suono quando vola. Però ogni tanto quando di notte osservo il cielo, vedo questo grande volatile, passarmi sopra senza sentire nessun rumore.  (Gufo https://theomegaoutpost.wordpress.com/2014/02/19/il-gufo-mitologia-e-simbolismo/)

piume

Nonostante molte tradizioni lo considerino un “malaugurio” la mia percezione di quel volatile, è legata a grande mistero, forse con il mondo dei trapassati, ma questo non significa che un incontro con questo volatile porti “sfortuna”. Personalmente non credo esista la sfortuna, esistono eventi che ci mettono alla prova dandoci la possibilità di migliorarci al massimo…

Ultimamente poi sempre al ritorno da un giro nel bosco, sento il mio compagno di cammino quadrupede, che allarma, allora credendo si trattasse di una persona che poteva restare spaventata dai suoi abbaii mi precipito, fin quando mi ritrovo davanti a cespugli di felci. Li mi accorgo con grande stupore che queste felci offrono rifugio ad un gruppetto di tre giovani cinghialotti! Cosi con il cuore in gola mi accorgono che non sono minimamente disturbati dalla nostra presenza, chiaramente la madre era ben lontana, altrimenti erano guai! Cosi ho avuto possibilità di avvicinarmi e ottenere delle belle foto. Rischiando per il possibile ritorno di una feroce madre protettiva. Insomma un concreto rischio alla propria incolumità che però ha permesso un meraviglioso incontro.  Il cinghiale simbolo di forza, caos indomabile che accetta la presenza di un uomo è un evento cosi raro quasi da permettere di pensare di esser considerato un membro del piccolo branco. Presso i Celti era considerato un totem di guerrieri. Questo incontro parla di onore e rispetto per una razza troppo perseguitata dagli uomini.

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In casa invece ho ghiri e pipistrelli nel tetto, un nido di api preziosissime aiutanti per l’orto che vivono in una crepa del muro, e piccoli topolini.

Attendo poi il ritorno di Manu dai pascoli, l’ultimo dei cowboy che abita nell’ultima borgata sopra la collina, e che possiede due cavalle libere di pascolare tutto l’anno di cui si serve per pascolare le mucche dei margari. Cavalle con cui ho fatto amicizia e che vado spesso a trovare.

Questi gli incontri più significativi, ed emozionanti ma non di meno emozionanti sono incontri con, nutrie, rospi, salamandre, caprioli, merli,ghiandaie fantastici pennuti dalle ali azzurre, volpi, libellule e le meravigliose lucciole che trasformano il bosco durante le notti di primavera ed estate.

Spero di avervi trasmesso il più possibile le emozioni che gratuitamente il bosco è in grado di regalare.

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